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Utente: sciamanoverde
Nome: mario amerini
Sono un ricercatore della VeritĂ , cavalco l'onda del Tempo e dello Spazio alla ricerca di me stesso e dell'Amore Totale verso...l'Infinito! magia religione filosofia

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martedì, 10 novembre 2009

A proposito di vita stressante

Ieri un amico mi ha chiamato e mi ha detto che non aveva più energia nè voglia di reagire alle difficoltà quotidiane.Mi ha anche detto di non farcela più e di voler gettare la spugna.A lui ho risposto che è solo questione di scegliere se vivere bene o vivere male il proprio destino.Questa è l'unico libero arbitrio che rimane all'uomo.In effetti, ho risposto così al suo grido di dolore; per l'Uomo che pensa la Vita è una tragedia, per colui che sente è invece una commedia!! Se pensiamo troppo, se usiamo a dismisura il nostro raziocinio, beh!, potremmo stressarci! Eh, sì, il vero pericolo è lo "Stress". Vi spiego. Secondo gli Sciamani, viviamo in una condizione di salute quando il nostro corpo e la nostra mente sono in armonia, mentre insorge la malattia quando tra corpo e mente, oppure tra individuo e ambiente, si crea un conflitto.
In molte tradizioni spirituali l’idea della malattia è associata ad una punizione che dobbiamo sopportare per qualcosa di negativo che abbiamo commesso; tanto è vero che il malato viene chiamato “paziente”. Questo risulta maggiormente evidente in caso di malattie croniche o congenite.
Si crede che per espiare i peccati bisogna soffrire, oppure che quello che succede oggi è la conseguenza del Karma negativo accumulato nel passato.
Ci sono delle situazioni in cui questo tipo di approccio è utile per comprendere l’instaurarsi e il perdurare di un determinato sintomo, che sembra sfuggire a qualsiasi trattamento.
Gli Sciamani si rivolgono alla malattia considerandola sotto il profilo puramente mentale. Ogni tipo di malattia, dall’influenza all’insufficienza cardiaca, deriva da un conflitto interiore e dal conseguente stress che si crea nel corpo per la resistenza a tale conflitto. Il punto in cui si manifesta il sintomo è il punto in cui si è localizzato lo stress.
In questa visione delle cose i virus e i batteri esistono, ma non sono la causa delle malattie, più che altro approfittano del calo energetico del corpo.
Se ci tormentiamo per qualcosa avvenuto nel passato, ricordiamoci che abbiamo due occhi davanti e nessuno dietro, pertanto dovremmo guardare innanzi a noi e non sciupare il presente rovistando nel passato. Vi sono delle persone che, dal momento in cui si rendono conto di aver commesso un errore, si lamentano per giorni e settimane. Rimangono paralizzate, non vogliono più agire. Se credono che così faranno impietosire la Vita, si sbagliano. Bisogna smetterla con questo atteggiamento.
Chi ha fatto un errore, si metta al lavoro per riparare.
Quando si lavora ci si sporca, ma non è grave, poi ci si lava. L'essenziale è lavorare, fare dei progressi.
Quali che siano le vostre sciocchezze, i vostri errori, le vostre cadute, non interrompete mai il lavoro ovvero l'impegno di vivere, perchè LA VITA E'UNICA ED IRRIPETIBILE! Continuate,dunque, finché l'amore e la luce cominceranno a regnare in Voi.
Un abbraccio,
Lo Sciamanoverde
postato da: sciamanoverde alle ore 20:02 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
giovedì, 05 novembre 2009

I Guerrieri ella Vita

Salve amici, voglio regalarvi un piccolo pensiero per aiutarvi a vincere la vostra "battaglia" quotidiana.La Via di chi combatte per la Vita è l'agire come "Essere": ha come fine la pace nel cuore, e come divisa un sorriso sulle labbra.
Tutto quello che ci spinge ad agire apparentemente è mosso dalla Logica, ma di base, prima della Logica stessa, esiste il nostro "IO" preesistente, parte sempre presente che era ed è prima di noi, programmata ad un duro colpo, sensibile alle varie avversità e pronta alla difesa dei deboli, indipendentemente dalle circostanze esterne.
Le cose, infatti, vanno provate sulla propria pelle, e, poi, solo così si può comprendere la gioia e il dolore altrui.
La Comprensione è l'anticamera ovvero lo "Zerbino" che immette nella stanza dell'Amore: nel comprendere il dolore altrui si fa proprio e nostro e nel momento in cui prendiamo coscienza dell'Essere, per un attimo si appanna il dolore antico, ma appena il dolore riaffiora, vi viene la forza di combattere e di diventare paladini del giusto!

Lo Sciamanoverde

 

postato da: sciamanoverde alle ore 21:58 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
lunedì, 02 novembre 2009

il fuoco

Il Fuoco è sempre stato per l’uomo motivo di fascinazione e di stupore.
Tutti i bambini sono affascinati dal fuoco istintivamente e spesso bruciano qualcosa per ottemperare al loro desiderio inconscio di accendere il Fuoco.
Per i più grandi il Fuoco è sinonimo di calore e di energia.
Per i più attenti, invece, il Fuoco è l'espressione della Forza Vitale che non solo mantiene in vita ogni cosa, ma che dissolve e purifica.
Per uno Sciamano il Fuoco è il simbolo della vita stessa che deve crescere nel cuore di un Guerriero, prima lentamente, poi in modo divampante; poi, deve bruciare le sue carni e la sua anima fino alla trasformazione in un elemento corporeo inossidabile e lucente, emanante codici elettivi e superiori.
Il Fuoco è l'immagine di un Essere che subisce la trasformazione la più radicale di se stesso, annullandosi senza morire, per forgiare un elemento indispensabile per la costruzione di un Futuro più nobile e più equo per la specie Umana.
La sua struttura subisce un processo di combustione che lo purifica da tutte le impurità e che gli permette di proiettarsi nel mondo terreno, "seccando" con la sua fiamma le radici delle piante che producono disarmonia, negatività e dolore; trasformandolo in un "Guerriero Impeccabile" il cui sguardo è luminoso e fiammeggiante, il cui corpo è duro e forte come l'acciaio, ma soprattutto la cui Anima sarà dolce e profumata come il Miele.

Buona notte,
dallo Sciamanoverde

postato da: sciamanoverde alle ore 20:33 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
giovedì, 22 ottobre 2009

A proposito della pedofilia

Poveri bambini, sempre più rari, sempre più insidiati.

Più di ventimila casi di pedofilia all'anno, solo in Italia e solo tra quelli denunciati, sono un'emergenza nazionale.

E innescano una psicosi di massa che è comprensibile: quanti nonni, quante mamme, quanti padri si sentono insicuri e invocano atti esemplari o riti sacrificali.

Ho rispetto per coloro che chiedono la pena di morte, non sono belve assetate di sangue, sono vittime di un'umanità ferita, si rivoltano con tutta l'anima davanti allo spettacolo indecente di un bambino seviziato e bruciato, davanti all'atroce sofferenza di due, quattro, genitori distrutti e abbattuti su una piccola bara bianca.

Vogliono fermare il male e non vanno considerati come antropofagi feroci.

Trovo grottesco, davanti a questo reale sgomento di popolo, sentire il ministro Tal dei tali uscirsene con il difensore civico per i bambini.

E già, facciamo una bella legge, inventiamoci un parafulmine istituzionale, un bel Tutore burocratico e passa la paura.

Basta inventarsi un telefono azzurro dal volto umano, anzi basta cambiar nome al telefono azzurro e chiamarlo Difensore civico e la pedofilia è servita.

Via, non potete con questi astratte medicine curare una malattia sociale così diffusa e criminale.

Il vostro è un palliativo ipocrita, è un difensore cinico.

Proviamo a ragionare.

La prima cosa da dire è amaramente rassicurante: la pedofilia non nasce con Internet o con la modernità.

Purtroppo è un vizio antico, comune alle società arcaiche e contadine. Ce n'erano di casi del genere in passato, forse non così tanti ma era un vizio diffuso, come i rapporti sessuali con gli animali. Soprattutto nelle campagne e devo dire anche nei seminari e nelle sacrestie: ricordo con orrore gli atti che si conservavano nella canonica di un paese, i processi ecclesiastici in pieno seicento contro sacerdoti e seminaristi accusati di pedofilia.

Ricordo figli di contadini e di pastori rimasti "disturbati", come allora si diceva, perché da bambini avevano subito violenza sessuale.

Allora, forse, si uccidevano meno bambini (forse perché c'era meno terrore che le vittime poi parlassero) e magari si uccidevano più pedofili: uccisi più raramente dalla legge, più frequentemente dai famigliari del bambino o anche dai propri che se ne vergognavano.

La seconda cosa è che la prevenzione e il controllo sociale sono una gran cosa e vanno fatti subito, ma non bastano.

Servono per arginare il fenomeno, per curare e prevenire, ma non facciamoci illusioni.

Il male si ripeterà. E, ha ragione chi dice che non è con una legge che si può fermare il male, soprattutto quando esso è endemico, radicato.

Però è anche vero che non possiamo limitarci solo a contemplarlo o a biasimarlo. Bisogna reagire.

Già, e come?

Chi si è già macchiato di atti di pedofilia va messo in condizioni di non nuocere. Neutralizzare la sua sessualità, anche chimicamente, non è incivile: incivile è non rispondere adeguatamente ad un pericolo di questa natura. Posso capire le società agricole dove l'alternativa era tra l'omertà e l'assassinio, il regolamento personale o il fatalismo sociale.

Ma in una società che si reputa evoluta no.

Così come non è una barbara limitazione dei diritti, rendere nota, segnalare la pedofilia: braccialetti elettronici, registrazioni e schedature per i pedofili pericolosi e anche ricoveri, sono l'unico modo per controllare il fenomeno.

Risposte concrete che servono non solo per arginare il fenomeno della pedofilia, ma anche la sua psicosi, le reazioni che può innescare l'assenza di interventi.

 I linciaggi e le paure della gente nascono proprio da lì, dalla sensazione che non ci sarà una pubblica, legittima difesa dello Stato.

A cui si aggiunge la sensazione che prima o poi i pedofili saranno rimessi in libertà, per buona condotta, per decorrenza dei termini o qualche altro inghippo burocratico o per altre leggi perdoniste.

Il caso del pedofilo romeno di, accaduto oggi a Civitavecchia, ladro di bammbini e pedofilo già provato, oltre che immigrato clandestino non espulso, pesa sulla coscienza del permissivismo.

E qui, se permettete, scatta un'altra questione di fondo: c'è un clima favorevole alla pedofilia.

Su, non giriamo intorno, diciamo la verità: si respira troppa morbosità sessuale in giro, in video, nella vita; si benedice troppo la trasgressione e la pornografia, si ripete da troppe parti che prima di tutto c'è il piacere.

La famiglia diventa per le fabbriche della nuova morale una variabile secondaria e arretrata dell'accoppiamento.

Anche chi ama il sesso e lo pratica con felice assiduità non può disconoscere che la nostra sembra una società di maniaci sessuali: si usa il sesso dappertutto, perfino per vendere le brioscine.

E poi si respira troppa violenza, troppo compiacimento per il sangue e per l'efferatezza.

Sesso e sangue diventano una miscela devastante.

Chi osa sollevare la questione passa per bigotto e antimoderno.

Ma c'è una legittimazione culturale e sociale, quasi un incoraggiamento pubblico e multimediale, a godere come pazzi e chi se ne frega del resto.

Questo probabilmente non crea comportamenti criminali, ma sicuramente li favorisce, fa cadere le ultime distinzioni tra il bene e il male, fa crollare gli ultimi freni inibitori; che sono un bene, e invece nella sociologia corrente passano per un male, al punto che oggi si dice malato non chi è sfrenato ma chi si frena: ha complessi, poverino, è da curare o da isolare.

Poi non lamentatevi se crescono i pedofili e se le folle esasperate si danno al linciaggio: entrambi pensano che il miglior modo per vivere nella nostra società sia sfogare tutto e subito, consumare crimini e vendette sul posto, come in un picnic della barbarie. 

Boh, non so che pensare,

Buona notte dallo Sciamanoverde !

postato da: sciamanoverde alle ore 12:38 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
lunedì, 19 ottobre 2009

Un atto di fede

Rispondo pubblicamente ad un amica del Blog perchè penso che sia bello ed utile fare un atto di fede. Su che cosa?
Ma sulla vita naturalmente!
Lei mi ha scritto raccontandomi alcune esperienze di contatto "medianico" e della relativa paura che l'impatto di questi fenomeni hanno sull'anima e sulla mente di chi ne fa l'esperienza. Ed io le voglio rispondere così con entusiasmo.
Cara amica, cosa c'è di più bello dello scoprire che la morte non esiste, ma è semplicemente un esodo mentale.
Tutto è coscienza o consapevolezza o luce, come è accaduto quando hai visto il tuo amico Carmelo nella dimensione parallela.
Luce e coscienza che non possono finire con il corpo.
Nemmeno la materia finisce , ma si trasforma in una forma di coscienza molecolera ed atomica che, attraverso le reazioni fisiche e sottili, si ricoagula e crea nuove forme e strutture portanti per coscienze che si rimanifesteranno per l'Eternità.
Che dirti di più, o dolce anima, se non di non aver paura della Morte: la morte non esiste nè le sciocche credenze a riguardo.
Esiste solo la vita-morte, una medaglia con le stesse faccie, che , come un cerchio, non ha inizio nè fine. Ex morte, vita"....e viceversa.
Del resto, basta tenere tra le braccia il tenero, indifeso, pulsante corpo di un neonato per assaporare e sentire l'odore della Eternità!
Ed, in quei pochi momenti di tenerezza e di vero amore, accarezzando un gattino abbandonato e bagnato dalla pioggia o piangendo per un piccolo animale schiacciato da un automobile o, ancora, vivendo un estasi semplicemente percependo la bellezza della Natura o la grandezza di un Opera d'Arte, allora sì, unendoti con tutto ciò che esiste e che ci appartiene, allora sì che non puoi avere dubbi e ti rendi conto che questa vita è eterna, perchè percepisci ciò che l'uomo non può conoscere, ma soltanto vivere ovvero Dio.
Arrendiamoci, dunque, a Lui, perchè la sua Eternità non solo ci sovrasta e ci circonda, ma sopratutto ci appartiene, è dentro di noi e ci compenetra."

Mario Amerini

postato da: sciamanoverde alle ore 12:50 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
giovedì, 01 ottobre 2009

Il sognatore


Da un detto Sciamanico: Un sogno riempie l'Eternità
L'uomo comune pensa, l'uomo di genio sogna!
Sognare fa bene, sognare fa male 
Il male non è sognare ad occhi aperti, ma costringere gli altri a fare i nostri stessi sogni.
Il sogno è la nostra trascendenza personale, la nostra eternità provvisoria, l’aldilà che abita dentro di noi o a due passi dalla nostra mente.
Non disturbate i sognatori; stanno dialogando con dei, fate e demoni.
Chi coltiva il sogno da svegli, emana un’aura, un carisma: è visibile in lui l’impronta dell’ invisibile.

Buona notte, vi auguro buoni sogni

postato da: sciamanoverde alle ore 21:26 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
martedì, 29 settembre 2009

Pensierino della notte

Ogni numero di fronte all'Infinito è sempre zero!
Non si può conoscere l'inconoscibile con l'inesplicabile, nè si può spiegare l'inesplicabile con l'incommensurabile e nemmeno misurare l'incommensurabile con i numeri!
Lo Sciamanoverde
postato da: sciamanoverde alle ore 17:44 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
sabato, 19 settembre 2009

Misteri della Mente

Cari amici, fermatevi un momento a pensare ai danni che può provocare il pensiero quando non è controllato: guai a se stessi e agli altri, proporzionati alla potenza con cui furono emanati. Si pensi al vuoto interiore di quelli che si abbandonano alle fantasticherie inutili. Essi fuggono dalla realtà in cui vivono, ma quando ricadono necessariamente in essa, si ritrovano come estranei e in contrasto col tutto.
Peggio avviene agli sciagurati che se ne servono per danneggiare gli altri deliberatamente pensando di essi cose negative. Se sapessero il male che fanno a se stessi, poiché l'energia di un pensiero ritorna al punto da cui è partita, si guarderebbero bene dal farlo. Ma, purtroppo, sono ignoranti di questo fatto e pensano che con il pensiero non si possa fare del male a qualcuno e specialmente a se stessi.
Quando l'uomo pensa cose non buone nei confronti di altri, anche se a parer suo se lo meritano, si carica di energie negative che dovrà, poi, amaramente esaurire. Considerata la grande pericolosità dei pensieri negativi, bisognerebbe che ognuno di noi si preoccupasse di controllare il proprio pensiero come si fa per tutte le cose dannose.
L'odio, la vendetta e l'invidia, sono veleni terribili che uccidono fatalmente ciò che è buono in noi, peggio dell'arsenico che uccide il nostro corpo. Chi conserva per anni pensieri di odio, di invidia, di vendetta verso altri, li mette in condizione di essere ostili nei confronti di stesso. Ciò che rende l'esistenza umana pesante e travagliata è l'uso errato del pensiero che porta a subire conseguenze dolorose. Nessuno può conservare a lungo pensieri e sentimenti negativi senza nuocere a se stesso.
Dobbiamo perciò avere ben chiaro nella Mente e nel Cuore quale potenza possano avere le forze che possiamo scatenare con criticismo, diffidenza, dubbio, maldicenza, gelosia e sarcasmo. I pensieri o le insinuazioni del tipo Di certo X si droga, I governanti sono tutti ladri e incapaci, oppure Chissà dove hanno preso quei soldi, ecc., sono perciò estremamente negative.
Gli effetti principali di questo modo di pensare e parlare sono due:
1. Quando critichiamo e sparliamo ci leghiamo a quanto di brutto esiste in queste persone con un filo a doppio senso e assorbiamo tutti i loro difetti e le loro debolezze nonché il loro magnetismo del più basso livello. E' proprio come se aprissimo una porta! Quando si hanno in mente solo i vizi e le colpe di qualcuno si attirano tutte le entità più basse che si trovano nell'accusato e si fanno proprie. Come è vero anche il contrario.
2. Quando si accusa qualcuno di disonestà, di cattiveria, di furto, ecc., si mettono in moto delle forze che lo portano in quella direzione. Se, per esempio, milioni di persone pensano o sospettano che un tizio è un ladro, prima o poi questa persona sarà costretta a diventarlo. Il valore di una Nazione non potrà quindi elevarsi se i suoi cittadini non migliorano il loro modo di agire, pensare e parlare.
Certamente queste cose non vi vengono insegnate né a scuola e tantomeno dalla televisione. Sta di fatto che la Parola, una volta uscita dalla bocca non si può più riprendere. Dice Gesù nel Vangelo: Dalle vostre parole sarete giudicati!.
I giornali ed i telegiornali sono molto negativi.
Le cose potrebbero essere molto peggiori. Pensa se i tuoi errori fossero catalogati, giorno per giorno, e stampati sul giornale.
Pensate ai giornali ed ai notiziari TV, vi rendete conto di come sono impostati? Essi riportano sempre e solo tutto ciò che vi è di negativo e disarmonico nel mondo: guerre, violenza, delitti, furti, truffe, scandali, ecc. Parlandone tutti i giorni e facendo convergere i pensieri di milioni di persone su questi concetti, essi contribuiscono a creare e mantenere in vita queste cose terribili.
Ecco perché risulta di fondamentale importanza parlare e pensare soltanto ciò che è armonico ed unisce e non ciò che è negativo e separa. Pensate cosa potrebbero creare dei giornali che mettessero in risalto le cose buone presenti in ogni persona o movimento; se essi cercassero di essere dei "tessitori" abituati a cercare la parte positiva in ogni situazione, per usarla poi come "filo d'oro" da intrecciare con altri fili per fare un manto dorato.
Una delle più grandi accuse che viene fatta al Cattolicesimo ed alle Religioni Occidentali è quella di avere sempre considerato l'Uomo come un essere malvagio e peccatore, sempre sul punto di meritare l'Inferno. Una visione, questa, che ha creato una orribile pensiero di gruppo, generando così tutte le tristi conseguenze che conosciamo: fanatismo, inquisizione, guerre, massacri, torture,ecc.). Bah! Potrei stare delle ore ad illustrarvi quante trappole ci sono per il pensiero, ma ho sonno e..vado a dormire, cecando di utilizzare il mio pensiero per avere dei sogni...dolci e positivi che mi culleranno in una dolce realtà onirica. Naturalmente, auguro anche a voi che mi state leggendo dei bellissimi sogni, ricordandovi che il "Sogno è il giorno dell'Anima, mentre la coscienza di veglia ne è la sua notte!"
Un abbraccio caldo, caldo dallo Sciamanoverde nel sogno e da Mario Amerini nella realtà di veglia ( tanto per me non fa differenza
postato da: sciamanoverde alle ore 16:59 | link | commenti (1)
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martedì, 15 settembre 2009

11 Settembre ovvero l’apocalisse.

Da poco è passato l’anniversario dell’undici settembre 2001 e Bil Laden ( o chi per lui) si è rifatto vivo minacciando il mondo.. Otto anni sono passati da quella atroce e funesta giornata che ci ha proiettati diritti nell’Apocalisse. Cosa è successo in questi otto anni? Cosa è cambiato? Niente! Sta accadendo solo una cosa atroce: ci stiamo abituando all’orrore. Vediamo ormai da anni in video, su internet e sui giornali, le immagini pietose dei sequestrati, ora imploranti, ora umiliati ai piedi dei loro carnefici, ora sul punto di essere sgozzati. I bombardamenti sulle popolazioni inermi. Assassini, stupri ecc.! E possiamo vedere ogni giorno immagini di violenze e crudeltà accompagnate da dettagli osceni. Ma la quantità crescente e la quotidianità delle notizie di odio, di violenza e di sopraffazione, la dovizia ormai scontata e malata di particolari raccapriccianti sta creando una specie di serializzazione dell’orrore e del male in genere. Si passa dall’artigianato del terrore che regala allo sgomento del mondo scene irripetibili di crudeltà, alla dimensione industriale e rituale della delinquenza e della violenza giornaliera che finisce col creare uno sconcertante fatalismo, una stanca rassegnazione al male. Una catena di smontaggio. Prestiamo meno attenzione di sei anni fa a quelle foto sgranate, a quei fotogrammi diabolici a quelle immagini apocalittiche dell’11 settembre. Ci colpiscono meno le immagini di morte e violenza quotidiana che appaiono nei telegiornali, nei giornali e nei media! L’overdose di choc e di struggenti messaggi crea uno strato calloso di assuefazione al male, quasi una burocrazia dell’orrore. E’ la banalità del male, che si ripropone davanti al massacro e alle aberrazioni dell’uomo prevedibili e continuate. I morti nei week-end, i bambini stuprati, i delinquenti che entrano nelle case e stuprano ed uccidono, il vicino di casa che fa una strage, il politico corrotto, l’industriale bancarottario, insomma è la solita contabilità di cronaca e incidenti. Gerusalemme, Roma o Bagdad o discoteca, fa quasi lo stesso. Tutto questo forse non vuol dire che stiamo imparando a convivere con il terrore fino quasi ad accettarlo come uno degli effetti collaterali della globalizzazione. Semmai vuol dire che col passare del tempo la vita si riprende i suoi spazi, risale la forza della normalità, il richiamo della quotidianità prevale alla fine sull’eccitazione straordinaria. E’ la rivincita della realtà, della condizione umana, dei bisogni elementari di mangiare e dormire, divertirsi e lavorare, ricordare e soprattutto dimenticare. Insomma il bisogno di vivere rispetto alle chiamate feroci della morte. Tutto questo sembra umano, molto umano, ma non lo è! E’ bestiale e degradante! Sì, cari amici siamo in piena Apocalisse…….. speriamo che ce la caviamo! Un triste sciamano vi augura una buona giornata, se ci riuscite
postato da: sciamanoverde alle ore 11:31 | link | commenti
categorie: cultura, amore, magia, spiritualitĂ , religione filosofia
venerdì, 11 settembre 2009

LA SPERANZA E’ LEGATA ALL’AMORE ED E’ SOLO L’AMORE CHE PUO’ VINCERE IL TEMPO, CHE TUTTO ANNULLA, INFATTI E’ IL VERBO PIU’ IMPORTANTE, CHE UNISCE GLI UOMINI A DIO E DIO AGLI UOMINI IN UN ABBRACCIO IDEALE. PER QUESTO BISOGNA AVERE FEDE NELLA SUA BONTA’ PERCHE’ E’ NEL VERBO AMARE CHE ESISTE LA PERFEZIONE!

 

Lo Sciamanoverde

postato da: sciamanoverde alle ore 10:58 | link | commenti
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